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L’INCI… parliamone

3 commenti

Ho esitato a lungo prima di postare quest’articolo, ma notando la nostra Francesca in difficoltà, ho deciso di scrivere un pezzo, spero chiaro ed esaustivo, riguardante l’INCI.

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una sigla internazionale che indica gli ingredienti nelle etichette poste sui prodotti cosmetici. Dal 1997  è utilizzata in tutti gli stati membri della UE negli USA e altri paesi. Ogni cosmetico immesso sul mercato ha l’obbligo di riportare sulla confezione l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente di concentrazione. Ne consegue che  il primo ingrediente segnato sull’etichetta è presente in maggiori quantità rispetto agli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Sotto l’1%, gli ingredienti possono essere indicati  senza seguire alcun ordine.

La maggioranza della terminologia presente nell’INCI  è in inglese,  mentre le sostanze di origine vegetale sono riportate in latino. Nelle tinture per capelli, il termine chimico è indicato in inglese. Uno degli scopi della classificazione INCI è permettere agli utenti il riconoscimento di eventuali sostanze cui sono allergici in qualunque stato europeo si trovino.  I coloranti sono indicati sempre in fondo, con la sigla C.I. che sta per colour index, seguita da un numero identificativo.

Di seguito alcuni fra gli ingredienti più diffusi (e pericolosi, ma tutto dipende anche dalle percentuali presenti nel prodotto).

  • Petrolatum, paraffinum liquidum, vaselina, mineral oil: tali sostanze sono presenti paradossalmente in tanti e famosi prodotti per bambini. Controllando i vostri cosmetici, ci scommetto che ne troverete almeno uno che li contiene. Trattandosi di derivati del petrolio, sono dannosi, favoriscono l’insorgenza di brufoli e punti neri, inquinano e pare che col tempo possano provocare serie patologie;
  • PEG e PPG: anche questi ingredienti largamente utilizzati nella formulazione dei cosmetici sono dannosi, alla lunga possono causare dermatiti e allergie;
  • Sodium lauryl sulfate (SLS) e sodium laureth sulfate (SLES): si tratta di tensioattivi irritanti a basso costo, producono molta schiuma e sono contenuti in saponi liquidi, bagnoschiuma, shampoo. Col tempo, provocano allergie, inaridiscono pelle e capelli, oltre a essere dannosi anche per l’ambiente;
  • I termini che finiscono in -one, -thicone –siloxane, sono siliconi: sintetici, non biodegradabili, non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine sulla pelle. Formano una patina che fa sembrare la cute liscia e levigata, ma non hanno alcuna funzione idratante o trattante, al contrario provocano pelle secca e disidratata. Si trovano in creme, sieri e fondotinta, prodotti per capelli (attenzione ai famosi cristalli liquidi, agli oli lucidanti e trattanti, sono in molti a contenerli);
  • I parabeni (methylparaben, butylparaben ecc.) e il propylene glicol sono da evitare.

Non mi dilungo oltre,  ci sarebbero altre sostanze,  comunque potete consultare la “Guida al consumo consapevole dei cosmetici” altrimenti conosciuta come bio-dizionario,  elaborato da Fabrizio Zago, chimico industriale, disponibile cliccando quiÈ un dizionario online che elenca in ordine alfabetico tutti gli ingredienti più noti utilizzati nei prodotti cosmetici e potrà chiarire molti dubbi. Ogni sostanza è contrassegnata da uno o due pallini verdi-gialli-rossi che indicano la bontà o la pericolosità degli ingredienti. A questo link, trovate lo stesso dizionario, riproposto da Biofficina Toscana, ma come motore di ricerca, il cui uso è ancor più semplice e veloce. 

L’INCI bisogna saperlo leggere e interpretare, il rischio è di gettare nella spazzatura un buon 50% dei prodotti che abbiamo (se non di più). Alcune dritte: se fra i primi ingredienti menzionati trovate molte sostanze con uno o due pallini rossi e alla fine qualcuno verde, il prodotto conterrà in percentuale più sostanze dannose e sarebbe da evitare. Al contrario, se ci sono più sostanze con pallini verdi all’inizio e poche con pallini rossi alla fine, il prodotto è sufficientemente sicuro.  Qualora  fossero presenti solo sostanze verdi, significa che va benissimo ed è un sogno, oltre che ecobio.

INCISono vegan e boccio anche gli ingredienti di origine animale, oltre a utilizzare da tempo quei prodotti privi di nickel, parabeni, conservanti, profumi, avendo la pelle molto sensibile e propensa alle allergie. Per curiosità e per “lavoro” testo molti cosmetici più che discreti, ma che non acquisterei mai, per diverse ragioni.

Oggi è difficile districarsi nella giungla degli ingredienti e dei marchi, inoltre blog e siti internet poco professionali anziché chiarire le idee, le confondono. Vi dirò di più: spesso si segue una casa cosmetica perché ci si fida, eppure nell’ambito di una stessa azienda ho riscontato prodotti eccellenti e prodotti pessimi. Ho avuto molti fastidi con una crema contorno occhi di un famoso marchio  di profumeria e con una acquistata in farmacia… in entrambi i casi si trattava di prodotti anallergici, apparentemente buoni, il primo costava un botto, l’altro un po’ meno, ma entrambi mi hanno provocato bruciore, gonfiore e lacrimazione, anche dei brufoletti nella zona perioculare… col senno di poi, leggendo e interpretando l’INCI, ho capito tutto 🙂

Le nostre recensioni sono certamente “soggettive” e come tali vanno intese. Discorso diverso per la presentazione di novità, collezioni e trend. In quel caso si tratta di notizie dal mondo della cosmesi, non abbiamo la presunzione e neanche il tempo di analizzare l’INCI di ogni singolo cosmetico, per quanto facciamo sempre attenzione a segnalare il meglio presente sul mercato. Vi mettiamo in condizione di saperne di più, ma il giudizio finale è il vostro.  Oggi avete una possibilità in più di esercitare la scelta più corretta e meno dannosa per la vostra pelle, al di là delle mode e dei trend. Esistono molte sostanze cancerogene e potenzialmente dannose che vengono inserite ovunque… facciamo attenzione e valutiamo il rischio-beneficio. Un’altra ragione per struccarsi accuratamente, la sera.

Tornerò presto sull’argomento, impossibile da esaurire con un solo articolo.

©2014 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati  

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Autore: Mirella Puccio

Appassionata d’arte e viaggi, fissata con la Toscana, oltre che con i social network, amo la lettura e lo studio. Esperta nel settore turistico, mi occupo anche di sondaggi e ricerche di mercato. Sono una blogger, mi piace scrivere da sempre e su diversi temi. Autrice di un romanzo e alcuni testi tecnici, da alcuni anni mi sono cimentata nella stesura di racconti. Amo gli animali, vivo con due gatti, seguo un'alimentazione vegan. Mi trovate su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Pinterest, About.me e Google+… per ora :-)

3 thoughts on “L’INCI… parliamone

  1. Molto, molto interessante… e sconfortante, per altri versi. Imparerò a capire meglio e valuterò i nuovi acquisti di prodotti regolandomi di conseguenza. Grazie per queste preziose informazioni!

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  2. Grazie Mirella dell’articolo che davvero mi aiuta quantomeno ad iniziare ad approfondire il tema . Mi piacerebbe in certi casi , per i futuri acquisti (per quelli già fatti ormai pazienza…di buttare prodotti che amo non ho coraggio) sicuramente sarà un punto che cercherò di tenere in considerazione , particolarmente per il fondotinta che alla fine indosso per molte ore, soprattutto nei giorni lavorativi
    Grazie mille
    Francesca

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    • Care Amiche, vi consiglio a partire dai prossimi acquisti da non lasciarvi più condizionare da pubblicità, promozioni o simpatie personali… cercate su Internet l’INCI dei prodotti che desiderate acquistare e se non ricordate gli ingredienti dannosi, controllate sul bio-dizionario. Volete sapere una cosa? Spesso i prodotti migliori sono i meno pubblicizzati e i meno costosi… non ho mai inteso far allarmismo, ma alcune sostanze fra quelle dannose pare si accumulino sulla pelle con conseguenze che ancora non si conoscono a fondo. Meglio prevenire che curare, no?

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